Tra puro movimento e immoto.

 Con i se e con i ma la storia non si fa. Claudicante passeggiava, affaticato, con la fronte e le ascelle piangenti, olezzoso quel tanto che basta a distogliere in un lampo la mente dall’idea di approfondire la sua conoscenza. [Pretenziosi propositi, stucchevoli, orfani di futuro. Tutto ritorna tutto ritorna tutto ritorna tutto ritorna. Ti odio, eppure riesco a farmi … Continua a leggere

RivoltosI

Whaoooaaaaaaaaaooooooooaa Oste? Vorrei un caffè macchiato caldo, sono fradicio di sudore e pioggia e sono pure stanco. Il sole non scladerà le nostre viscere vuote. E solo lentamente cicatrizzerà i nostri sfregi. Lo fisseremo e ci farà lacrimare gli occhi. E dato che in qualche città, il sole, è sempre tra le palle, ci porterà in superfice tanti tanti ricordi.

mai e poi mai

                                                                                      Qualche mese addietro, nell’ordine della decina, aveva letto nel supplemento domenicale del quotidiano che più riteneva attendibile e che ormai, per questa ragione, leggeva con impeccabile consuetudine da anni, e che all’epoca (ribadisco, si parla di qualche decina di mesi fa) trattava di salute e malattie, che la timidezza è determinata dal un certo frammentucolo di genoma umano, quasi … Continua a leggere

volente o nolente

La piacevole sopresa di ritrovare un post, molto divertente e sgrammaticato, del quale non ricordavo minimamente l’esistenza. Rido di me, con me, chissà che volevo dire in realtà, a chi volevo rivolgermi in realtà, qual’era la mia intenzione in realtà. Le spalle stanche, inenarrabili cavità incise sulla fronte, spaziosa, come la costellazione di Orione. Mi piace raccontare di quando non … Continua a leggere

Per te che innumerevoli e incorporei commenti lasci

bhè, sì. premetto che in tale ora e in tale momento sono abbastnaza frastornata. potrò moltpo facilmente sbagliare ortografie e gtammatica pigiando questi tasti, quindi non facciamoci caso, anzi qeusto post, credo mi poiacerà molto quando da più lucida lo leggerò. Ora, mi sembra che Raimondo poeta e scrittore, come piace gli piace, mi abbia chiesto cosa ne penso di … Continua a leggere

Je ne t’aime plus

Chiedo uno sforzo di memoria o di fantasia. Immaginate una donna giovane, eterea, bianchissima, che a guardarla ci si riempia di una gioia trascendentale. Una vista così bella da provocar male alla pancia, che dopo qualche secondo non siate neanche più sicuri di avere davanti a voi questa donna. E che la sua vista vi provochi un tale frastuono ai … Continua a leggere

Smatassare, ricomporre, rassettare, sgrovigliare

Nodo insolvibile, accovacciato nella mente obnubilata. Un poco goffo e buffo, ballonzolante e molliccio, plasmato su scala sproporzionata. Sopra suoni o colori a due a due a due, come un piatto piano e uno concavo, uno piano e uno concavo, uno piano e uno andante, uno piano e uno allegro, un piano e un clarino. Balestra alla mano, spina soiole … Continua a leggere

Falso bolero

Curriculum di promesse non mantenute. Collezione di buchi infetti sulla pelle. Qualcuno si ostina ancora a fidarsi di me. E’ il mio attimo di riposo, il mio orgasmo. Il fascino delle stazioni ferroviarie, del viaggio anonimo. Non ho ducumenti sufficienti a definirmi, no. Sognavamo posti di blocco urbani, per l’attentato al tutto, per la nostra manifestazione estetica. Ora è meglio … Continua a leggere

Insapore come una fragola in settembre, incolore come la pesca che hai coltivato per me

Come un defibrillatore stasera scrivo. Detestando questo stato mio di coscenza, tra il lucido e l’opaco, quasi quanto detesto quello lucido. Trascrivo e ripasso i miei attimi di lucidità, che altro non è che attesa, asfissiante, estenuante, cronica e corrosiva. La mia mente la tengo in bacheca, così preziosa. Spendo ogni grammo della mia poca carne. Già consumati i miei globuli … Continua a leggere

Finirà la vertigine?

Riusciva ad ammaliare col suo francese, così fluente. Rendeva il sensi omogenei, il risultato così era il frastornarsi della mente, aprirsi di ferite sulle labbra, sudore. Che cos’è se non un furto? Il mai ripetersi, lasciare un marchio di polline. Il poeta. Orizzontale come un encefalogramma piatto, riesce lo stesso a camminare. La sua carne non è più. La sua … Continua a leggere