Aprile nella bassa modenese

Quando me ne stavo andando ero tutto mento e zigomi, con i muscoli del viso ridicolarmente contratti per non fare uscire le lacrime. Lacrime che erano di rabbia verso te e verso l’infame che sono. Se avessi parlato ti avrei rovinato ogni cosa, perchè sarebbe stato niente altro che un atto di accusa. Così ho preferito starmene li, zitta e … Continua a leggere

Je ne t’aime plus

Chiedo uno sforzo di memoria o di fantasia. Immaginate una donna giovane, eterea, bianchissima, che a guardarla ci si riempia di una gioia trascendentale. Una vista così bella da provocar male alla pancia, che dopo qualche secondo non siate neanche più sicuri di avere davanti a voi questa donna. E che la sua vista vi provochi un tale frastuono ai … Continua a leggere

Quanti respiri mancano alla fine del mondo

    Un po’ di oppio. L’ipocondria sin da piccoli nei bambini degli anni cinquanta. Le parole trattenute. Una bolla d’aria. Il parapendio che ti piove addosso quando dimentichi l’ombrello. Le batterie elettriche. La piuma di gabbiano. Gli ordini. I lavoratori blandi del cantiere. Il cartone come letto. L’umidità. Lo scioglimento dei ghiacciai e dei miei limiti. La fottuta industria chimica. Un sacco … Continua a leggere