Su le mani.

DSC02368.JPGLasciare andare gli angoli della bocca come le curve di un esponeziale positivo e del suo simmetrico rispetto all’asse delle ordinate. Sciogliere le spalle, fare aderire le scapole alla parete o al pavimento. Riempirsi la pancia d’aria senza trattenerla. Accarezzarti i capelli. Giacere stesi su un materasso senza doghe sotto. Abbracciarti fino a farti implodere, senza trattenermi, fino a quando non avrò smesso di piangere, e fino a quando tu non avrai smesso di piangere.

Ci stava rimuginando su da un bel po’, ma qual’era l’occhio che ogni tanto si chiudeva, come un dolce tic che adorava, non se lo ricordava più. Se fosse il destro o il sinistro. E non si ricordava bene neanche tutte le frasi che avevano reso possibile il suo innamorarsi. Intanto camminava, in maniera così assorta che non sarebbe stato poi così improbabile ritrovarsi a Vienna… Poi si sa, con lo stomaco vuoto si cammina meglio. Avrebbe voluto colorare dei nove colori dell’iride alternati e a ripetizione, le strisce bianche sulla strada, per visionare se qualcosa nel traffico o nell’attegiamento dei guidatori potesse cambiare. Ma per far questo ci voleva la collaborazione della casa cantoniera, per lo meno.. Le case cantoniere erano state sempre, a suo avviso, fascinose, ammaliantissime e suadenti. Non aveva capito mai se qualcuno ci abitasse ancora, e in quel caso, se quel qualcuno lavorasse come guardiano della strada.

Un guardiano della strada è il più fisicamente prigioniero del suo lavoro… un po’ come quelli al casello dell’autostrada. Che non aveva capito mai se abitassero li, perchè li c’è posto per una sola persona.. e quando vedevano le loro famiglie? Avevano dei gionri liberi? Come era possibile, si sarebbero dovute tenere chiuse le autostrade.

Su le mani.ultima modifica: 2009-06-25T14:30:04+02:00da clarissa_seton
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