Aprile nella bassa modenese

Quando me ne stavo andando ero tutto mento e zigomi, con i muscoli del viso ridicolarmente contratti per non fare uscire le lacrime. Lacrime che erano di rabbia verso te e verso l’infame che sono. Se avessi parlato ti avrei rovinato ogni cosa, perchè sarebbe stato niente altro che un atto di accusa. Così ho preferito starmene li, zitta e seria. Avresti quasi potuto pensare che ero triste perchè te ne andavi, e questo magari ti avrebbe anche fatto piacere. Visto, alla fine ti ho fatto un favore.

Mi sento male però, a pensare di scomparire proprio mentre tu non ci sei. E’ vigliacco così, troppo facile. Potrei sparire comodamente, e con calma cancellare ogni traccia, oppure costruirmi un lungo discorso, pacato, ragionevole, inconfutabile. Per questo mi veniva da piangere. Perchè è stata l’ultima volta che abbiamo dormito insieme, che ti ho accompagnato controvoglia, che ho perso giorni e giorni per te mentre tu non riesci neanche a promettere sincerità, l’ultima volta che ci siamo visti. Il perchè è perchè l’ho deciso io. Ho tutto il tempo del mondo.

Cambierò città, ancora una volta. Maledetto il giorno che ho deciso di rifare daccapo la nostra vita. Identica, solo in un altro ambiente. Così qui non c’è più spazio. Poi c’è la pianura, e non saprei dove nascondermi. Le mie lacrime non hanno liquefatto i ricordi, li hanno gonfiati e gonfiati.

Avanti, dimmi addio.

Aprile nella bassa modeneseultima modifica: 2009-04-22T10:31:53+02:00da clarissa_seton
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