Insapore come una fragola in settembre, incolore come la pesca che hai coltivato per me

1451138195.jpgCome un defibrillatore stasera scrivo. Detestando questo stato mio di coscenza, tra il lucido e l’opaco, quasi quanto detesto quello lucido. Trascrivo e ripasso i miei attimi di lucidità, che altro non è che attesa, asfissiante, estenuante, cronica e corrosiva. La mia mente la tengo in bacheca, così preziosa. Spendo ogni grammo della mia poca carne. Già consumati i miei globuli rossi, si sono fatti da parte. Così, mi chiedo se ne sia valsa la pena, cedere e trasformare la mia persona in carcassa, per te… In fondo ciò che mi hai fatto è così grave?

sì. Che ti divorino i rimpianti.

 

Il paesaggio post-industriale si apriva dietro la sua sagoma di abete disadattato nel crocevia delle catene di montaggio. Si stagliavano e dimenavano i prefabbricati, nell’eterna lotta del più forte e del più grande. Loro mangiavano dolci polpette di riso, che avevano preparato per cena. Da li, mi dicevano, il tramonto era più rosso. Rosso radioattivo. Come quell’antenna radiofonica che vedevamo dal nostro marciapiede a Praga. O come le luci appese ai vicoli di Lione, per quel che ne sapessero. Le polpette si disfacevano, come ogni cosa preparata con superficialità e consumata con troppo interesse. Si chiedevano come fosse possibile, se anche ai tempi andati si parlasse d’attualità come i tempi che corrono. I tempi, poi, corrono terribilmente. Con veemenza ci fanno socchiudere gli occhi, e in maniera molesta ci tolgono ogni volontà di ricordare. Come una folata di vento caldo, tiepido. Come una scatola delle scarpe che venga usata come porta pennelli. E il dito di polvere sull’interruttore della lampada. Non voglio far luce.

Insapore come una fragola in settembre, incolore come la pesca che hai coltivato per meultima modifica: 2008-09-24T00:53:42+02:00da clarissa_seton
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3 pensieri su “Insapore come una fragola in settembre, incolore come la pesca che hai coltivato per me

  1. Ciao,grazie di essere intervenuta nel ‘Quinto Sole’,per scrittura nostalgica ti riferisci alle mie Liriche?
    …In quanto alla ricerca,intendevo proprio quelle che tu chiami,”le tue allucinazioni,e riferendomi al plasma,era il sottotitolo,o se preferisci ‘occhiello’ del tuo blog,dove appare insieme alle allucinazioni…
    Hai uno spirito autocritico interessante,non sarai una ex sessantottina?
    Mentre ti scrivo mi sto ascoltando in vinile eskimo di guccini…
    Un abbraccio Clarissa,sei sempre benvenuta nel mio blog,comunque
    tornero’ a vedere cosa fai,perche’,te l’ho gia’ detto,mi incuriosisci,ciao ciao
    Raimondo,Poeta,scrittore

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