La mossa del cannibale: pedone mangia pedone

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La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti. Il mal di scapole di quando mi alzo dal letto senza lenzuola di questo areato monolocale. Tre-sette minuti di raccoglimento, mi gratto la coscia destra e poi la testa, trallallà. Successione imprevedibile, inimmaginabile, meravigliosa di eventi che determineranno l’esito della mattinata. Controllo orario… 2 pomeridiame. stiamo facendo progressi, ottimo. Cucina: tante tazze di caffè, una moka sporca ma non di caffè, tanti posacenere, nemmeno un piatto da lavare. Il frigo ricorda un paesaggio artico, ma comprare del cibo non sembra una proposta allettante. Mi siedo, mi gratto la coscia sinistra e poi il polpaccio. Mi chiedo cosa cerco continuamente. Rido. No, non è il cibo.

 

“Prego, prego, entrate! Uno alla volta, mi raccomando… Scusate il disordine… Eh, guarda, io non camminerei scalza qui dentro. Sì, rischi di pungerti. Ora scusate ma devo stendermi. Parlare mi toglie ogni energia”

 

 

Vorrei che fosse mio figlio. Ha i miei stessi occhi. Lo sguardo fiero, non curante, a tratti altezzoso di me un tempo. Lo accompagnerei ovunque voglia andare, come farebbe una madre. Sì. Osservarlo con premura.

 

 

Per quel che riguarda te, le comunicazioni sono state sempre interrotte. Maledette le compagnie telefoniche e quelle di assicurazioni. Maledetti voi. Maledette onde radio. Maledetto maledetto il susseguirsi sorprendente degli innesti fra di noi.

 

La mossa del cannibale: pedone mangia pedoneultima modifica: 2008-09-03T16:06:58+02:00da clarissa_seton
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