Di quando chiesi a Sally se sapeva costruire una Molotov

Arriverà il giorno in cui ci presenteranno il conto, e noi, come al solito, fuggiremo con noncuranza. 381605492.jpg

<<Ma come è possibile che due persone abbiano un profilo così diverso?>>. E la domanda continuamente era riproposta.

Aveva deciso di scriverne un breve racconto o un poemetto in versi. Non riusciva a oltrepassarlo, il fascino del classico e delle lingue morte, non poteva farne a meno. Si azzerava le pupille, per sembrare più simile a statue, a bronzi greci.

<<Ma ti ricordi di quando sui tuoi occhi, così grandi, si riflettevano solo meraviglia e clamore? Per tutto, per qualsiasi cosa. Dunque, su questa terra agghindata a festa, appena giù, sotto il corcevia delle passeggiate domenicali, coperti da una trama fittissima di tremanti pretese, guardandomi dritto tra le sopracciglia inarcate e i gli zigomi magri, credi di riuscire a dirmi se lo stupore potrà ripetersi? Se non oggi, doman l’altro. O a partire dal 23 settembre, chessò… Amavamo tutti la tua ingenuità. E ti amavamo talmente che mi è venuta voglia di ucciderti.

Ti ho plagiato con tanto orgoglio da non pentirmene neanche un po’. Ti ho plagiato sorridendo, con compiacimento. Ti ho rubato l’ingenuità. Ma sai già tutto, e io sto parlando oramai da troppo tempo. Me ne torno nell’ombra, a meditare un po’, ora che ho scoperto che basta non aggrapparsi ai pensieri…>>

Campo lungo su uno stradello tangente un ruscello, montagna, 1200 metri circa.

L’orribile sensazione di quando le orecchie si attappano per la sovrabbondante pressione interna.

La sigaretta è finita, sono costretta a cancludere.

Di quando chiesi a Sally se sapeva costruire una Molotovultima modifica: 2008-08-17T19:03:56+02:00da clarissa_seton
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