L’audace

Chiudi quelle vocali, che fa corrente!! Lei era il piatto preferito dalle zanzare. Venivano da molto lontano per assaggiarla tanto era rinomata, ma dato che non sapeva distinguere una zanzara dall’altra, nè tantomeno per provenienza, lei questo non lo sapeva, e credeva invece di essere il corrispettivo umanoide forsereale fianchi e ossa di Paperino, una vita perseguitata dalla stessa voracissima … Continua a leggere

Un paio di braghe nuove per il signor Guifò.

Fuori dalla mia cazzo di aura per favore. Sto scrivendo. Decupagiando i perchè della mia trascorsa notte insonne. Percherandomi sul motivo e su quanto conti la meritocrazia in questi casi. Ammettendo, sgomitando a destra e manca gli equivoci, che se avessi il capitale, investirei sulla ricerca medica, affinchè trovi il modo di poter cancellare certi momenti e soprattutto soggetti dalla … Continua a leggere

Su le mani.

Lasciare andare gli angoli della bocca come le curve di un esponeziale positivo e del suo simmetrico rispetto all’asse delle ordinate. Sciogliere le spalle, fare aderire le scapole alla parete o al pavimento. Riempirsi la pancia d’aria senza trattenerla. Accarezzarti i capelli. Giacere stesi su un materasso senza doghe sotto. Abbracciarti fino a farti implodere, senza trattenermi, fino a quando … Continua a leggere

Fermata soppressa.

Nonostante fosse appurato, per lui come per tutti i suoi coetannazionali, che le agenzie non ti trovano lavoro, semmai ti trovano un passatempo per la mattinata, scusate il gioco di parole, che altrimenti non avrebbe avuto occupazioni, ci rimase con un sorriso quando ne vide una nuova aperta proprio sotto casa sua, posta al limite del centro della città. Era … Continua a leggere

Contrassegno

La strada umidiccia, eppure non pioveva da almeno 3 giorni. 28,5 gradi centigradi. Che poi sono gli unici fisici. Perchè i kelvin semmai sono matematici, per quella cazzo di storia che matematicamente un gas può giungere a volume zero, oppure negativo, ma fisicamente no. Apparte per quel che riguarda i buchi neri. Per non parlare dei Fahrenheit che sono una scusa patetica, … Continua a leggere

Aprile nella bassa modenese

Quando me ne stavo andando ero tutto mento e zigomi, con i muscoli del viso ridicolarmente contratti per non fare uscire le lacrime. Lacrime che erano di rabbia verso te e verso l’infame che sono. Se avessi parlato ti avrei rovinato ogni cosa, perchè sarebbe stato niente altro che un atto di accusa. Così ho preferito starmene li, zitta e … Continua a leggere

Quel tuo bel battiplettro in madreperla, che viti stanche tenevano abbracciato alla chitarra che suonavo per addormentarmi i nervi

Quel tuo bel battiplettro di madreperla, che viti stanche tenevano abbracciato alla chitarra che suonavo per addormentarmi i nervi. Reti fansmatiche di linee logiche, come al centro di un enorme cubo rompicapo colorato di tutti i colori fondamentali, più qualcuno derivato. Fumo sintetico. Come quello dei concerti, inutile, soffocante, appiccicoso. Luci intermittenti. Copulazioni random come bassorilievi sulle tante colonne. Musica post-industriale … Continua a leggere

Vorrei usare le dita delle mani come una forchetta per infilzarti il cranio.

I colori a olio, se vai di fretta, non devi proprio usarli, neanche per sprecarli, capito? Non i nervi abbastanza saldi per scrivere qualcosa che sia narrativo, e riesco a scrivere solo il mio flusso di pensiero. Le mie fottute questioni. Questa situazione di merda mi lacera le braccia e le gambe, provoca ulcera al mio stomaco già non troppo … Continua a leggere

produciamo, produciamo

Non ho l’autorità di certo io per dire che questa o quella persona è strana, o si pone in  modo bislacco. Certo è che dovremmo mettere l’occhio di pesce agli obbiettivi delle nostre monofocalizzate menti. Il salutismo non fermerà le mie necessità, legali o non. Il benpensare non cambierà le mie abitudini, consuete o non.     Un abisso agghiacciante … Continua a leggere